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Quando accettare o rifiutare un voto? I consigli di Unicusano

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Vuoi sapere quando accettare o rifiutare un voto? Vuoi capire nel concreto se è conveniente in alcuni casi rifiutare una valutazione emessa dalla commissione d’esame? E quando, al contarrio, conviene accettarla senza riserve?
rifiutare il voto di esame
In questo articolo lo staff della Unicusano di Brescia intende fornire alcune specifiche su quando rifiutare un voto all’università e altre, invece, per accettarlo.

Ma iniziamo dal principio…

Motivazioni per non accettare un voto: ecco quando farlo

Quando, alla conclusione di un esame, si è tentati di rifiutare la valutazione, occorre tenere in considerazione vari fattori che riassumeremo nei seguenti punti:

Preparazione non adeguata

Siete arrivati preparati all’esame? Se il problema di un voto non ottimo è riconducibile ad un misero impegno nello studio, allora è consigliabile rifiutare. Infatti, se si studia in maniera adeguata, sarà sicuramente possibile conseguire una valutazione più alta.

La valutazione della propria preparazione all’esame è sicuramente molto soggettiva e richiede una conoscenza di se stessi.

I ragazzi che studiano online presso l’Università Niccolò Cusano di Brescia – in questo senso – hanno estremamente sviluppato il senso dell’autonomia, della gestione e della conoscenza intrinseca delle proprie possibilità e per questo riescono nel 99% dei casi a stimare la propria preparazione prima di affrontare la commissione d’esame.

Status psicologico negativo

Spesso, lo studio non c’entra ma si arriva comunque di fronte alla commissione con la paura di essere valutati e questo porta ad un “blocco” che non consente – in conclusione – di prendere un buon voto. L’ansia e lo stress sono i principali fattori a portare ad una insicurezza tale da penalizzare il risultato finale.

Saper tenere sotto controllo l’ansia è fondamentale per tutti gli studenti universitari e anche in questo l’acquisizione di una maggiore autonomia rende possibile la gestione dello stress; ma ci sono dei momenti in cui sono dei fattori esterni a decidere.

Ad esempio: un lutto, una brutta notizia, un problema in famiglia… possono essere fattori che coinvolgono così tanto la nostra attenzione da non permettere un esame “lucido” e dalla valutazione finale positiva. In questo caso rifiutare il voto è l’occasione per riabilitarsi provando in un secondo momento, quando si sarà meno stressati e provati da fattori esterni.

Media universitaria da preservare

Infine, è consentito rifiutare il voto di esame se si è preoccupati al fine del  voto di laurea.

Il voto conclusivo del percorso universitario, infatti, si basa sul calcolo della media ponderata: ogni esame ha un peso (stimato dai crediti) e per calcolare questa media è necessario moltiplicare ogni voto di esame per il numero dei crediti e, successivamente, dividere per la somma di tutti i crediti.

Una volta che si avrà questo dato, è possibile calcolare il proprio voto di laurea (basta moltiplicare il numero per 11 e poi dividere per 3).

Se la media acquisita fino a quel momento è alta e un voto negativo (preso in un esame da svariati crediti) rischia di inficiarla, allora è bene rifiutarlo e ritentare.

Quando accettare una valutazione: ecco due casi

Di contraltare, esistono anche dei momenti in cui è meglio accettare una valutazione anche non propriamente brillante. Ecco due casi…

Preparazione massima

Quando si è studiato davvero al di sopra delle proprie possibilità e si è coscienti di aver dato il massimo, è giusto accettare una valutazione anche non ottimale.

Allo stesso modo, se si vuole dire “basta” allo studio di una materia che non appassiona e che – oggettivamente – si sta studiando controvoglia, è consigliato accettare e lasciar perdere in funzione di nuovi esami più adatti alle proprie aspirazioni. Infatti, non tutti gli esami del proprio corso di laurea rispondono allo stesso modo ad una passione e alle aspirazioni di ciascuno studente.

Studente fuori corso

Infine, se si è già fuori corso, è bene cercare di velocizzare al massimo il proprio percorso universitario senza starsi a focalizzare troppo sulla media ponderata e sulla sua importanza.

Infatti, in questo caso, conviene prima di tutto cercare di laurearsi e di lanciarsi nel mondo del lavoro senza essere “superati” dalla concorrenza di ragazzi più giovani e con le stesse competenze. Conta molto il tempismo, sicuramente più di un voto di laurea che – nella maggior parte dei casi – resta un numero scritto su un pezzo di carta.

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